Tuesday, January 17, 2012

Hiroyuki Ito: red rain & exposed films into the vegetable compartment






"I go out and take pictures every day. Nobody paid or asked me to do it. No divine inspiration struck me even once in my life. I am quite boring."

Hiroyuki Ito ha 44 anni, e da 20 non tornava in Giappone per una scelta precisa, o solo per poca voglia, chi lo sa.
Ci sono eventi che ti costringono a trovare la strada di casa, spesso sono tragici, a volte anche risolutivi, comunque quasi mai si tratta di un viaggio che si possa tenere sotto controllo: niente orari e niente tappe, e le cose che hai visto da sempre si appannano o ti scoppiano in faccia senza rimedio.

"It’s a habit like brushing your teeth or washing the dishes. I photograph almost mechanically, with no hint of emotion. I don’t know whether I get "the shot" because I don’t know what I am after to begin with."


Perfino le incrollabili abitudini possono essere travolte come cani in autostrada, se gli eventi sono abbastanza sconvolgenti. E' per questo che quando Hiroyuki torna a casa per seppellire suo padre, e poi sua nonna, cadendo nella pozza dei ricordi di vent'anni prima, la sua spocchiosa tendenza all'atarassia diventa cenere, prima che lui se ne accorga consciamente.

"When I arrived, I saw red drops everywhere. I thought it was red rain falling from the sky. It has been said that the day after the atomic bomb was dropped, there was black rain in Hiroshima. Although there was radiation in Tokyo after the Fukushima nuclear fallout last year, there simply isn’t such a thing as red rain.
But even when the sky was clear, I kept seeing red rain, as if a filter was over my eyes."


La pioggia rossa lo segue ovunque, per settimane filtra la realtà ai suoi occhi come un paio di occhiali da saldatore, impedendogli insieme di vedere bene e proteggendolo da ciò che avrebbe visto.
Forse sono i posti dove nasci ad essere capaci di fare queste due cose insieme: nascondere e mostrare, tirare fuori quello che non vedevamo da anni ricacciando il peggio nel buco nero dal quale è uscito. Almeno finchè può servire. Poi ricomincia la realtà.


"In the middle of November, my girlfriend called me from New York to tell me that she was leaving me. I waited for the red rain to return to blur my vision and alleviate my pain.

It never did."

Tuesday, January 22, 2008

Monday, January 21, 2008

Friday, January 18, 2008

Wednesday, January 16, 2008

a track & a tram


Tuesday, January 15, 2008

Monday, January 14, 2008

back in the days




#2 polly sbrega
#1 sacha sovrapposto

TUNG-LU HUNG Street Fighter: Chun Li 2001

Friday, January 11, 2008

Thursday, January 10, 2008

milano for zombies-sapevàtelo




si sfoglia, si legge, si guarda, volendo la si mette li e basta perchè è davvero bella
si compra o si scarica qui
e pure qui
io dico anche grazie perchè dopo sette anni milanesi mica mi ero accorta di avere tutta questa zombie attitude, e invece..

wolfgang tillmans: grey jeans over stair post, 1991.



Wofgang Tillmans

Saturday, January 5, 2008

Friday, January 4, 2008

dublin stuff















di quella volta che hai passato il capodanno saltellando con gli hare krishna
nel paese che cena alle cinque perchè la birra è come cappuccino

Thursday, December 20, 2007

buone vacanze

Monday, December 17, 2007

my cat is an alien


natale, cinepanettone, luminarie, regali compulsivi, eccessi alimentari, kitsch, visone, babbe natale sexy, domenica in a ciclo continuo, il discorso del presidente, gli zampognari, la visita del prete: a natale ci si rincoglionisce un pò tutti eh, ma questo , davvero, no.

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=6&IDmsezione=59&IDalbum=7025&tipo=FOTOGALLERY#mpos

Friday, December 14, 2007

keyword: frozen food

keyword: blood sample

Tuesday, December 11, 2007